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OPUS 3 TEXTS

OPUS 3 TEXTS

3.01. CUORE CHE REPRIME ALLA LINGUA DI MANIFESTARE IL NOME DELLA SUA CARA
Ardo in tacito foco,
neppure m'è concesso
dal geloso cor mio
far palese a me stesso
il nome di colei ch'è 'l mio desio,
ma nel carcer del seno
racchiuso tien l'ardore,
carcerier di se stesso, il proprio core
e appena sia contento
con aliti e sospiri
far palese alla lingua i suoi martiri.
Se pur per mio ristoro
con tributi di pianto
mostrar boglio con fede
a quella ch'amo tanto
che.son d'amor le lagrime mercede,
ecco 'l cor ch'essalando
di più sospiri il vento,
assorbe il pianto e quell'umor n'ha spento
e con mio duol m'addita
che gl'occhi lagrimanti
sono mutole lingue negli amanti.
Qual sia l'aspro inio stato
ridir nol ponno i venti,
neppur le selve o l'onde
udiro i miei lamenti,
ma solo il duol entro al mio cor s'asconde
e quale in chiuso specchio
disfassi pietra al foco,
tal io m'incenerisco a poco a poco
e s'ad altri la lingua
è scorta alla lor sorte,
a me la lingua è sol cagion di morte.

recordings of 3.01
Cuore che reprime alla lingua di manifestare il nome della sua cara (Ardo in tacito foco), S, hp, g, hps, timing 9:25. Catherine Bott, To the Unknown Goddess. Carlton 3036600412.


Cuore che reprime alla lingua di manifestare il nome della sua cara (Ardo in tacito foco), S, bc, timing 6:33. Susanne Rydén, Musica Fiorita, Arie, Lamenti e Cantate. Harmonia Mundi 905249.

Cuore che reprime alla lingua di manifestare il nome della sua cara (Ardo in tacito foco), S, bc, timing 9:53. Christine Brandes, Jennifer Lane, Kurt-Owen Richards, New York Baroque. Eric Milnes, cond. Arias and Duets. Dorian 93218.

Cuore che reprime alla lingua di manifestare il nome della sua cara (Ardo in tacito foco), S, bc. Natache Ducret, Ensemble la Commedia del Mondo, Cantate e Ariette a Voce Solo. Cascavelle 3035. 

Cuore che reprime alla lingua di manifestare il nome della sua cara (Ardo in tacito foco), timing 9:21. S, Bc. Maria Skiba, S, Bella Discordia, La Virtuosissima. Li Design LD-CD001


3.02. MORALITÀ AMOROSA
Sorge il mio sol con mattutini albori
e, intento a coltivar beltà divine,
con profumi odorosi incensa il crine
per aditar altrui come s'adori.
Poscia con sottilissimi candori
sparge dell'aureo capo ogni confine,
che di polve di cipri argente e brine
fanno officio di smalto in su quegli ori.
Mentre così in bella man s'impiega
e fra ceneri e fumi il crine involve,
in catene di foco il cor mi lega.
Che meraviglia è poi se si dissolve
la bellezza in brev'ora e chi mi nega
che fugace non sia, s'è fumo e polve!

recordings of 3.02

Moralità amorosa (Sorge il mio sol con mattutini albori), S, bc, timing 4:18. La Primavera, Concerto Delle Donne
Ligia Digital LIDI 0202118-02
Moralità amorosa (Sorge il mio sol con mattutini albori). Isabelle Poulenard, Cantate. ADDA 581173.


Moralità amorosa (Sorge il mio sol con mattutini albori), S, hps, vc, hp, timing 3:44. Concerto Vocale, Judith Nelson, S, Cantatas. Harmonia Mundi HM1114.


Moralità amorosa (Sorge il mio sol con mattutini albori). The Musicke Companye, Oh! Ravishing Delight.

Moralità amorosa (Sorge il mio sol con mattutini albori). timing 4:01. Christine Brandes, Jennifer Lane, Kurt-Owen Richards, New York Baroque. Eric Milnes, cond. Arias and Duets. Dorian 93218

3.03. IL LAMENTO
Sul Rodano severo
giace tronco infelice
di Francia il gran scudiero,
e s'al corpo non lice
tornar di ossequio pieno
all'amato Parigi,
con la fredd'ombra almeno
il dolente garzon segue Luigi.
Enrico il bei, quasi annebbiato sole,
delle guance vezzose
cangiò le rose in pallide viole
e di funeste brine
macchiò l'oro del crine.
Lividi gl'occhi son, la tocca langue,
e sul latte del sen diluvia il sangue.


"Oh Dio, per qual cagione"
par che l'ombra gli dica
"sei frettoloso andato
a dichiarar un perfido, un fellone,
quel servo a te sì grato,
mentre, franzese Augusto,
di meritar procuri
il titolo di giusto?
Tu, se 'l mio fallo di gastigo è degno,
ohimè, ch'insieme insieme
dell' invidia che freme
vittima mi sacrifichi allo sdegno.
Non mi chiamo innocente:
purtroppo errai, purtroppo
ho me stesso tradito
a creder all'invito
di fortuna ridente.
Non mi chiamo innocente:
grand'aura di favori
rea la memoria fece
di così stolti errori,
un nembo dell'obblio
fu la cagion del precipizio mio.
Ma che dic'io? Tu, Sire - ah, chi nol vede?


tu sol, credendo troppo alla mia fede,
m'hai fatto in regia corte
bersaglio dell'invidia e reo di morte.
Mentre al devoto collo
tu mi stendevi quel cortese braccio,
allor mi davi il crollo,
allor tu m'apprestavi il ferro e 'l laccio.
Quando meco godevi
di trastullarti in solazzevol gioco,
allor l'esca accendevi
di mine cortigiane al chiuso foco.
Quella palla volante
che percoteva il tuo col braccio mio
dovea pur dirmi, oh Dio,
mia fortuna incostante.


Quando meco gioivi
di seguir cervo fuggitivo, allora
l'animal innocente
dai cani lacerato
figurava il mio stato,
esposto ai morsi di accanita gente.
Non condanno il mio re, no, d'altro errore
che di soverchio amore.
Di cinque macche illustri
notato era il mio nome,
ma degli emoli miei l'insidie industri
hanno di traditrice alla mia testa
data la marca sesta.
Ha l'invidia voluto
che, se colpevol sono,
escluso dal perdono
estinto ancora immantinente io cada;
col mio sangue ha saputo
de' suoi trionfi imporporar la strada.
Nella grazia del mio re
mentre in su troppo men vo,
di venir dietro al mio pie'
la fortuna si stancò,
Onde ho provato, ahi lasso,
come dal tutto al niente è un breve passo."


Luigi, a queste note
di voce che perdon supplice chiede,
timoroso si scuote
e del morto garzon la faccia vede.
Mentre il re col suo pianto
delle sue frette il pentimento accenna
tremò parigi e torbidossi Senna.

THE LAMENT

By the harsh Rhone
lies the unhappy body
of the great Knight of France;
And, though his body is not permitted
to return to his beloved Paris
for full burial honors,
with only his cold shade
the sad youth follows Louis.
Henry the Fair (like an overcast sun);
the rose of his charming cheeks
are changed to pallid violets
and the gold of his hair
is stained with fatal frost;
his eyes are livid, his mouth flaccid,
and upon his milky breast his blood flows .

"Oh God, for what reason"
(it seems that the ghost speaks)
"were you so hasty
to pronounce as a disloyal criminal
that servant so pleasing to you?
While yet, Emperor of France,
you attempt to earn
the title of Just.
Even if my failing was worthy of punishment,
alas, together with raging Envy,
you sacrifice me as a victim to anger.
"I do not call myself innocent;
too much I erred,
too much I betrayed myself,
believing the enticements
of smiling fortune.
I do not call myself innocent.
A great air of favor
is made hateful by the memory
of such foolish errors.
A fog of oblivion
was the cause of my downfall.
"But what am I saying? You, Sire, ah, who couldn't see it?

You alone, believing too much in my loyalty,
made me in your Royal court
a target for envy and deserving of death.
"While about my devoted neck
you stretched your gracious arm,
you also offered ruin;
you drew near to me the sword and the trap.
When you diverted yourself,
enjoying pleasant games with me,
you also ignited the fuse
of the courtiers' mines to hidden flame.
That flying ball,
struck by your arm and mine,
ought to have told, oh God,
of my inconstant fortune.

'When you delighted
in hunting the fleeing deer with me,
the innocent animal
torn by dogs
prefigured my state,
exposed to the bites of hound-like people.
I do not condemn my King of any other fault
than of excessive Love.
"With five illustrious honors
my name was distinguished;
but of my titles industrious deceit
bestowed the sixth upon my head
- that of traitor.
Envy wished that,
if found guilty,
I be excluded from pardon,
and that I fall instantly dead.
She knew how to use my blood
to make the streets purple with her triumphs.
"While I ventured too high
in the favor of my King,
fortune behind my feet
grew weary of following.
Whence I have learned, alas,
how from everything to nothing is a tiny step."

Louis, at these words
that, pleading, ask for pardon,
fearfully trembles,
and gazes on the face of the dead youth;
while the King, with his tears,
shows his regret for his haste.
Paris trembles and the Seine grows troubled.
(translation Pamela Dellal)
recordings of 3.03
Il lamento (Sul Rodano severo), S, lirone, vlg, lu, hps, org, timing 17:11. Ensemble Incantato, Mona Spägele, Arie, Cantate & Lamenti. Classic Produktion Osnabrück CPO999533-2.

Il lamento (Sul Rodano severo), ST, hps, vlg, timing 16:36. Capella Musicale di San Petronio, Lamenti Barocchi vol 3. Naxos 553320.
 
Il lamento (Sul Rodano severo), timing 15:05. Montserrat Figueras, Battaglie e lamenti. Alia Vox 9815.

Il lamento (Sul Rodano severo), S, hps, vc, hp, timing 11:58. Concerto Vocale, Judith Nelson, s, Cantatas. Harmonia Mundi HM1114.
 
Il lamento (Sul Rodano severo), timing 13:56. Christine Brandes, Jennifer Lane, Kurt-Owen Richards, New York Baroque. Eric Milnes, cond. Arias and Duets. Dorian 93218.

Il lamento (Sul Rodano severo), S, bc. Natache Ducret, Ensemble la Commedia del Mondo, Cantate e Ariette a Voce Solo. Cascavelle 3035.


3.04. A DONNA BELLA E CRUDELE
Perle care e pregiate
dall'ocean venute,
perché state
fra due labbra che son mute?
Gite a bocca che risponda
o tornate in grembo all'onda.
Neve, tu che cadesti
sovra un alpestre scoglio,
perché resti
in quel sen pieno d'orgoglio?
Trova un petto più gentile
o ritorna all'Alpe vile.
Oro, che nobil vanto
sei dell'Indico lido,
perché tanto
orni il crine a volto infido?
Vanne a men severa fronte
o ritorna in seno al monte.
Sangue, che sulle rose
ha Ciprigna versato,
chi ti pose
ostro bei su volto ingrato?
Corri a guance più serene
o alla dea torna in le vene.
Stelle, voi che negl'occhi
splendete di costei,
che vi tocchi
d'illustrare occhi sì rei?
Gite a ciglia meno altere
o tornate all'alte sfere.

recordings of 3.04
A donna bella e crudele (Perle care e pregiate), S, hps, ch, timing 6:42. Glenda Simpson, Camerata of London, Glenda Simpson sings Barbara Strozzi. Hyperion CDA66303.

A donna bella e crudele (Perle care e pregiate), timing 5:03. Christine Brandes, Jennifer Lane, Kurt-Owen Richards, New York Baroque. Eric Milnes, cond. Arias and Duets. Dorian 93218.


3.05. CON MALE NUOVE, NON SI PUÒ CANTARE
Questa, questa è la nuova
ch'io v'ho da dire amanti,
ch'amando non si trova
altro che pene e pianti.
Ben il mio cor il prova
e volete ch'io canti.
Senta, senta chi brama
la canzonetta udire:
non s'ama, no, non s'ama
senza pena e martire.
A chi m'invita e chiama
altro non ho che dire.
Deh, cantar non mi fate,
che la canzon peggiora!
Quante bevande ingrate
sugge chi s'innamora!
Ha poca caritate
chi vuol ch'io canti ancora.

recordings of 3.05

Con male nuove, non si può cantare (Questa è la nuova), S, hps, bass viol, g, timing 3:57.
Glenda Simpson, Camerata of London, Glenda Simpson sings Barbara Strozzi. Hyperion CDA66303.
 
Con male nuove, non si può cantare (Questa è la nuova), timing 4:43. Christine Brandes, Jennifer Lane, Kurt-Owen Richards, New York Baroque. Eric Milnes, cond. Arias and Duets. Dorian 93218


3.06. AMOR NON SI FUGGE
Cara Filli, quella tu sei ch'adoro,
per te sola, per te languisco e moro.
Ben vid'io ch'un guardo adesca
Ch'allettando il seno adugge,
ma pur ardo e 'l cor si strugge
che non fugge d'amor chi seco tresca.
Cara Filli, quella tu sei ch'adoro,
per te sola, per te languisco e moro.
S'è il languir colpo d'amore
fuggirò s'amor m'assale,
ma 'l fuggir, ohimè, che vale?
Non si scioglie dal pie' laccio del core.
Cara Filli, quella tu sei ch'adoro,
per te sola, per te languisco e moro.

recordings of 3.06
Amor non si fugge (Cara Filli, quella tu sei ch'adoro), timing 3:03. Christine Brandes, Jennifer Lane, Kurt-Owen Richards, New York Baroque. Eric Milnes, cond. Arias and Duets. Dorian 93218


3.07. DONNA NON SÀ CHE DICE, NON DICE CHE SÀ
Lusinghiera d'amori
La vezzosa speranza
È un veleno dei cori.
Oh Dio, ch'io so
La femminile usanza,
Non è di donna mai
Promessa vera.
Così va, molto ha più
Chi nulla spera.
Cianciosetta ridente
Con piena cortesia
Ai miei preghi acconsente.
Oh Dio, ch'io so
La femminil bugia;
Non è di donna mai
Bocca verace.
Così va, parla più
Donna che tace.
Mentitrice d'affetti
Tutta piacevolezza
Si dimostra ai miei detti!
Oh Dio, ch'io so
La femminil vaghezza;
Non è di donna mai
Salda la fede.
Così va, gode più
Chi meno il crede.

recordings of 3.07
Donna non sà che dice, non dice che sa (Lusinghiera d'amori), timing 6:12. Christine Brandes, Jennifer Lane, Kurt-Owen Richards, New York Baroque. Eric Milnes, cond. Arias and Duets. Dorian 93218

3.08. MENTITA
S'io vi giuro mia vita
Ch'io v'amo
Voi mi date con parole spietate
Subito una mentita.
Io che sensi ho vivace
Corro raffronto
À scaricar coi baci.
(Loredano)

DENIAL
If I swear, my life,
that I love you,
with spiteful words you respond
immediately with a denial.
I, whose feelings are sensitive,
hurry to relieve the insult
with kisses.
(translation Pamela Dellal)

recordings of 3.08

Mentita, SA, hps, bass viol, timing 3:38. Favella Lyrica, A New Sappho. Koch 7491

3.09. BEGLI OCCHI
Mi ferite, oh begli occhi.

Pensate che farebbono
Quei baci si cocenti e mordaci;

Langue l'anima, langue
E il cor vien meno.
Ahi ch'io vi moro in seno.

Pensate che farebbono
Gli strali si pungenti e mortali;
Langue l'anima, langue
E il cor vien meno.
Ahi ch'io vi moro in seno.

Ma forse non morò
Senza vendetta
Ch'ai fin chi morte
Da la morte aspetta.

(Loredano)

LOVELY EYES
You wound me, o lovely eyes.
Think what those kisses
so burning and biting would do;
the spirit languishes
and the heart faints.
Ah, that I die within my breast!
Think what those rays
so piercing and so fatal would do;
the spirit languishes
and the heart faints.
Ah, that I die within my breast!
But perhaps I will not die
without revenge,
for in the end, whoever gives death
expects death.

(translation Pamela Dellal)
recordings of 3.09
Begli occhi (Mi ferite), SS, hps, th, timing 4:36. Musica Secreta, La virtuosissima cantatrice. Amon Ra 61.


Begli occhi (Mi ferite), SS, hps, cello, timing 5:12. Bimbetta, War of Love. D'Note Classics 1023.

Begli occhi (Mi ferite), SA, hps, bass viol, timing 4:38. Favella Lyrica, A New Sappho. Koch 7491.


3.10. COR DONATO, COR RUBATO

(Contrasto tra Filindo, Dori e Tirsi)
Dori:
Tu mendace, tu infedel, no, no
Ch'in don, l'hebbe, no'l rubò
Mi donasti il cor, sì, sì.
Ben è giusto il rancor aspre,
Aspre le offese
Me 'l donò.
Filindo:
Ladra, tu ladra crudel,
Mi rubasti il cor, sì, sì,
Con begl' occhi lo rapi;
Mi rubasti il cor, sì, sì.
Ben è giusto il rancor aspre,
Aspre le offese.
Me 'l rubò.
Tirsi:
Fermate; lasciate, le contese.
Tropp'è ingiusto il rancor false le offese.
Miracol fu d'amore,
Cessi l'ingiusta lite.
No 'l donò, no 'l rubbò.
Fermate, udite.

Amor, amor che tutto puote un cuore
Un' alma toglie da un seno
È in altro sen l'innesta,
Se spira humana
Salma priva del core.
Opra in amore è questa.
Dori:
No 'l donò, no 'l rapi,
Opra è d'amor, sì, sì.
Vivi tu nel mio seno
Vivo, si, nel tuo seno.
Tal morendo beato
Puoi riamando amato,
Rigoder nella tomba
Il dì sereno.
Filindo:
No 'l donò, no 'l rapi,
Opra è d'amor, sì, sì.
Vivo, si, nel tuo seno
Vivi tu nel mio seno.
Tal morte beata
Puoi riamando amata,
Rigòder nella tomba
Il dì sereno.

recordings of 3.10
Cor donato, cor rubato - Contrasto tra Filindo, Dori, e Tirsi (Ladra, tu ladra), timing 4:29. Christine Brandes, Jennifer Lane, Kurt-Owen Richards, New York Baroque. Eric Milnes, cond. Arias and Duets. Dorian 93218.


3.11. DESIDERI VANI
Desideri vani
Desideri che?
Desideri che sperate di gioir.
Voi v'ingannate.

Può ben grand' ale
Ingigantito il core
Spiegar al ciel d'amore,
Mentre dalla crudel
Che vi fa guerra
Vostre speranze in terra
Piombano fulminate.

In vano ergete
Ardimentoso il guardo
Ad un seren bugiardo,
Mentr'al vostro salir
Fiere procelle
Dalle nemiche stelle
Vengono minacciate.

Desideri che?
Desideri che sperate di gioir.

Voi v'ingannate.


recordings of 3.11
Desideri vani, timing 2:44. Christine Brandes, Jennifer Lane, Kurt-Owen Richards, New York Baroque. Eric Milnes, cond. Arias and Duets. Dorian 93218.